Viaggi
Kyoto come la vivono i kyotesi: una guida ai posti locali, fuori dai flussi
Una mappa di luoghi che restano belli anche quando non li fotografa nessuno, organizzata per quartiere. Orari e aperture vanno verificati prima di partire: i piccoli locali chiudono spesso in giorni infrasettimanali variabili.

Kyoto ha due città sovrapposte. La prima è quella delle cartoline: Fushimi Inari all’alba, il bambù di Arashiyama, Kiyomizu-dera con la fila che scende fino a Gojo. La seconda è quella in cui i kyotesi vanno a lavorare, a fare la spesa, a bere un caffè senza fretta. Questa guida riguarda la seconda. Non è un itinerario e non pretende di essere completa: è una mappa di luoghi che restano belli anche quando non li fotografa nessuno, organizzata per quartiere, con un principio semplice. A Kyoto le cose migliori si trovano camminando lungo un fiume, entrando in una galleria commerciale coperta o salendo una collina che i pullman non salgono.
Demachiyanagi e il delta del Kamo
Il punto in cui i fiumi Kamo e Takano si uniscono è il soggiorno all’aperto della città. Ci si siede sull’erba, si attraversa sulle pietre a forma di tartaruga, si guardano gli studenti dell’università vicina. A due passi c’è la Masugata Shopping Street, una galleria coperta di negozi di quartiere dove si compra pesce, verdura e tôfu freschi. All’imbocco, Demachi Futaba vende dal 1899 i mame-mochi, mochi ripieni di anko con fagioli rossi in superficie: la fila è di residenti, e scorre veloce.
Ichijōji: libri, ramen e templi in pendenza
Una fermata della linea Eizan a nord di Demachiyanagi. Keibunsha Ichijōji è una libreria indipendente che il Guardian ha inserito anni fa tra le più belle del mondo: libri d’arte, riviste, una galleria nel retro, tutto scelto a mano. La stessa strada è la «via del ramen» della città: decine di insegne, quasi tutte frequentate da studenti. Salendo verso est si arriva a Shisen-dō, la casa-eremo di un samurai-poeta del Seicento, con un giardino di azalee tosate e un silenzio che sembra regolato. Poco più su, Enkō-ji, tempio di scuola con un giardino d’acero che in novembre diventa incandescente, e ancora troppo poco visitato.
Nishijin: il quartiere dei tessitori
A ovest, tra le stradine dove ancora si sente il battito dei telai, si trovano alcuni dei posti più amati dai residenti.
- Funaoka Onsen — un bagno pubblico degli anni Venti con soffitti intagliati, piastrelle majolica e una vasca all’aperto. Si entra con pochi yen e si esce con un’idea diversa di lusso.
- Sarasa Nishijin — un caffè ricavato da un altro sento storico, con le piastrelle originali lasciate a vista. Torte casalinghe, curry, tavoli grandi.
- Daitoku-ji, sottotempio Kōtō-in — nel grande complesso zen, i sottotempi aperti a rotazione sono la versione senza folla dei giardini di muschio. Kōtō-in, quando è aperto, ha un viale d’ingresso che da solo vale la visita.
- Ichiwa e Kazariya — davanti al santuario Imamiya, due botteghe una di fronte all’altra vendono da secoli l’aburi-mochi: pezzetti di mochi infilzati su bastoncini di bambù, abbrustoliti sulla brace e coperti di salsa di miso bianco. Ichiwa dichiara origini nell’anno 1000.
Higashiyama, la parte silenziosa
Il Sentiero del Filosofo è affollato solo nel tratto centrale. Alle due estremità ci sono due templi che i kyotesi tengono per sé. Hōnen-in, con il cancello di paglia e le due dune di sabbia rastrellata che cambiano disegno con le stagioni, non fa pagare l’ingresso al giardino. Shinnyō-dō, sulla collina, ha una pagoda a tre piani e un viale d’aceri dove in autunno si passeggia senza biglietto.
I mercati mensili: il calendario che conta
Kyoto non ha un mercato delle pulci fisso; ne ha tre che tornano ogni mese, e i residenti li segnano in agenda.
- Il 15 — Tezukuri-ichi a Chion-ji, vicino a Demachiyanagi: artigianato fatto a mano, ceramica, tessuti, cibo. Il più giovane e il più curato dei tre.
- Il 21 — Kōbō-san a Tō-ji: antiquariato, kimono usati, utensili, piante. Enorme, dall’alba.
- Il 25 — Tenjin-san a Kitano Tenmangū: simile a Kōbō-san ma più raccolto, con le bancarelle di street food sotto i pruni.
Caffè e tè, senza scenografia
- Weekenders Coffee Tominokoji — una micro-torrefazione nascosta in fondo a un parcheggio nel centro, con un banco minuscolo e un giardinetto. È il caffè che i baristi di Kyoto indicano quando gli chiedi dove vanno loro.
- Kaikado Café — la famiglia Kaikado produce dal 1875 barattoli da tè in rame e stagno, battuti a mano. Il caffè è dentro un ex deposito del tram, e tutto quello che tocchi è fatto da artigiani della città.
- Wife and Husband — una coppia, una stanza, un caffè lento vicino al Kamo; si può noleggiare un cestino da picnic e portarlo in riva al fiume.
- Ippodō Tea — la casa del tè fondata nel 1717: nel negozio principale di Teramachi si può imparare a preparare un sencha o un gyokuro al banco.
Mangiare come si mangia qui
- Honke Owariya — soba dal 1465, nato come pasticceria per la corte. Il locale principale è una casa di legno a Nijo; l’ordinazione giusta è il hōrai soba a strati.
- Omen — udon serviti con un vassoio di verdure di stagione da aggiungere al brodo; la sede storica è vicino a Ginkaku-ji.
- Gyoza Hohei — a Gion, un bancone e un solo piatto fatto benissimo.
- Torisei, a Fushimi — izakaya di un’antica cantina di sake, dove si beve il sake appena spillato accanto alle botti, nel quartiere delle distillerie a sud della città.
La sera
Kyoto chiude presto, ma non del tutto. Bar K6, vicino a Kiyamachi, è un bar da whisky con una selezione di single malt che non sfigura a Tokyo. Jazz Spot Yamatoya, a Higashiyama, è un kissaten jazz con un impianto hi-fi curato come un altare e una collezione di vinili accumulata in mezzo secolo.
Fuori porta, mezz’ora di treno
Kurama e Kibune, sulla linea Eizan: un sentiero di montagna tra i due villaggi, un tempio sulla cresta e, d’estate, le piattaforme sul torrente di Kibune dove si mangia sospesi sull’acqua. Ōhara, con Sanzen-in e i suoi Jizō di pietra nel muschio, e la campagna di risaie tutt’intorno. Sono i due luoghi che un kyotese consiglia quando vuole farti vedere da dove viene la calma della sua città.
Tre regole per usare bene questa guida
- Muoversi in bicicletta: la città è piatta e i posti di questa lista sono a distanza di pedalata.
- Andare presto o tardi: alle 8 del mattino anche i luoghi celebri sono locali.
- Non programmare più di tre tappe al giorno. Kyoto premia chi si ferma.
Crediti fotografici: tutte le immagini sono su Unsplash License. Autori: Su San Lee (copertina), Clay Banks, Roméo A., Nic Y-C, David Emrich (due foto), Masaaki Komori. Per indirizzi e orari aggiornati conviene una ricerca su Google Maps prima di uscire.






